Raggiunto nell’estate scorsa ora trova la sua formalità, l’accordo di Turnberry UE-USA che entra in vigore il 1° luglio..
Dal lato statunitense, l’accordo fissa il tetto al 15% di dazio sulla maggior parte dei prodotti europei. Dal lato europeo vi è invece una generalizzata esenzione daziaria per il prodotto “made in USA”.
Non si tratta di un accordo di libero scambio classico, bensì di un accordo di natura politica non vincolante giuridicamente, il quale ha, difatti, avuto la necessità della promulgazione dei attuali due regolamenti UE nn. 1422/2026 e 1455/2026 applicabile sino al 31.12.2029.
Esso presenta le seguenti principali peculiarità:
- l’origine non preferenziale dei prodotti è la base delle preferenze daziarie; all’import nella UE è, dunque, richiesta una origine USA in base alle nostre regole europee, dunque all.to 22-01 reg.to UE n. 2446/15 e regole di lista della Commissione UE. Rispettivamente all’import negli USA, le dogane statunitensi valutano l’origine europea in base alle regole di origine non preferenziali statunitensi.
- la prova dell’origine deve essere in possesso dell’importatore tramite qualsiasi documentazione; non sussistono certificati di origine preferenziale;
- non sussiste collaborazione amministrativa tra UE e USA; le autorità doganali unionali di importazione non potranno chiedere a quelle statunitensi verifiche sull’origine USA di beni introdotti in UE;
- nessun cumulo;
- requisito del trasporto diretto; da USA verso UE direttamente, salvo passaggio in paese terzo sotto sorveglianza doganale e senza modifiche alle merci; dovrà poter essere dimostrato dall’importatore, ad esempio tramite i documenti di trasporto, documenti contrattuali, documento di transito, etc.