Dogane e autorità di polizia rafforzano la collaborazione nel contrasto alla criminalità transfrontaliera; controlli doganali sempre più integrati.
Il 29 settembre 2026, la World Customs Organization (WCO) ed Europol hanno sottoscritto un nuovo Joint Cooperation Action Plan 2026–2027, aggiornando la cooperazione avviata tra le due organizzazioni con l’accordo del 2002.
L’intesa è stata firmata all’Aia in occasione della European Police Chiefs Convention 2026 e punta, in particolare, a rafforzare lo scambio di informazioni, dati e intelligence, l’analisi strategica, il coordinamento operativo e le attività congiunte tra autorità doganali e di polizia.
Per le imprese che operano nel commercio internazionale non si tratta dell’introduzione di nuovi adempimenti doganali.
L’accordo è però significativo perché conferma una tendenza ormai sempre più evidente: i controlli sulle merci e sulle supply chain internazionali sono sempre meno basati soltanto sul controllo della singola operazione doganale e sempre più sull’analisi e sull’incrocio dei dati.
- Dogane e polizia: una cooperazione sempre più stretta
WCO ed Europol collaborano formalmente dal 2002.
La natura transfrontaliera delle movimentazioni di merci rende infatti la cooperazione tra autorità doganali e forze di polizia particolarmente importante per individuare traffici illeciti che utilizzano o si sovrappongono alle normali catene commerciali.
Il nuovo Action Plan 2026–2027 rafforza questa collaborazione attraverso diversi strumenti:
- scambio di informazioni e intelligence;
- contributi alle analisi strategiche;
- condivisione di conoscenze ed esperienza operativa;
- sviluppo delle capacità delle autorità coinvolte;
- coordinamento delle attività di enforcement;
- operazioni congiunte;
- condivisione di strumenti operativi tra amministrazioni doganali.
L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità delle autorità di individuare le operazioni a rischio e comprendere le nuove modalità utilizzate dalle organizzazioni criminali.
La cooperazione combina inoltre due dimensioni differenti: Europol supporta le autorità degli Stati membri dell’Unione europea, mentre la WCO dispone di una rete doganale internazionale molto più ampia.
Questo permette potenzialmente di seguire fenomeni e flussi commerciali che non si esauriscono alle frontiere dell’Unione.
- Dai controlli sulle merci ai controlli sui dati
L’aspetto forse più interessante dell’accordo è proprio il ruolo attribuito ai dati.
Il controllo doganale tradizionale viene spesso immaginato come un controllo fisico effettuato sulla merce al momento dell’ingresso o dell’uscita dalla frontiera.
Il modello attuale è molto più complesso.
Le amministrazioni dispongono di una quantità crescente di informazioni relative alle operazioni commerciali e possono utilizzarle per effettuare analisi del rischio, individuare anomalie, mettere in relazione operazioni differenti e selezionare le spedizioni o gli operatori sui quali concentrare i controlli.
Lo scambio di dati e intelligence tra diverse autorità amplia ulteriormente questa capacità.
La WCO evidenzia espressamente che la cooperazione con Europol consente alle due organizzazioni di migliorare le rispettive capacità di targeting, oltre che la conoscenza delle nuove modalità operative utilizzate dalle organizzazioni criminali.
Non significa, naturalmente, che ogni operazione commerciale sia considerata sospetta.
Significa piuttosto che la qualità, la coerenza e la tracciabilità dei dati dichiarati dalle imprese assumono un’importanza crescente nel rapporto con le autorità doganali.
- Alcuni esempi della cooperazione WCO–Europol
La collaborazione tra le due organizzazioni non rimane sul piano teorico.
La WCO richiama, tra gli esempi, Operation Global Gateway, relativa al monitoraggio dei movimenti leciti e al contrasto del traffico illecito e della diversione di precursori chimici di esplosivi e di altri componenti utilizzabili per ordigni esplosivi improvvisati.
Un altro esempio è rappresentato dalle Operations STOP, finalizzate al contrasto delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.
Sono ambiti differenti, ma mostrano bene il punto centrale: una stessa supply chain può essere osservata contemporaneamente sotto profili doganali, commerciali e di sicurezza.
L’attività delle autorità tende quindi sempre più a superare una lettura isolata della singola dichiarazione doganale.
- Cosa significa per le imprese?
Il nuovo Action Plan WCO–Europol non introduce nuovi obblighi direttamente a carico degli operatori economici.
Sarebbe quindi improprio presentarlo come una nuova misura di compliance.
Rappresenta però un’ulteriore indicazione della direzione nella quale stanno evolvendo i controlli sul commercio internazionale.
Per le imprese questo significa che diventa sempre più importante assicurare la coerenza delle informazioni lungo tutta la catena dell’operazione commerciale.
Classificazione doganale, origine, valore, descrizione delle merci, soggetti coinvolti nell’operazione, documentazione commerciale e logistica e rispetto delle eventuali restrizioni applicabili non dovrebbero essere gestiti come informazioni separate e indipendenti.
Dati incoerenti, incompleti o difficilmente ricostruibili possono infatti assumere maggiore rilevanza in un sistema nel quale le autorità dispongono di strumenti sempre più sofisticati per confrontare informazioni provenienti da fonti differenti.
- Una tendenza destinata a rafforzarsi
Il nuovo accordo tra WCO ed Europol si inserisce quindi in un processo più ampio di trasformazione dei controlli doganali.
La frontiera fisica rimane importante, ma una parte crescente dell’attività di controllo avviene attraverso analisi del rischio, scambio di informazioni e utilizzo dei dati.
Per le imprese che operano stabilmente sui mercati internazionali, la compliance doganale non consiste pertanto soltanto nella corretta compilazione della dichiarazione al momento dell’importazione o dell’esportazione.
Significa anche essere in grado di garantire che le informazioni che descrivono la propria supply chain siano corrette, coerenti, documentate e ricostruibili.
Il rafforzamento della cooperazione tra WCO ed Europol non modifica direttamente gli obblighi degli operatori, ma conferma che questa capacità diventerà sempre più importante nel rapporto tra imprese e autorità di controllo.