Riformare il sistema doganale nella UE

E’ giunta il 31 marzo la Relazione finale del Gruppo di saggi sulle sfide che deve affrontare l’unione doganale.

Il Gruppo è stato istituito dal commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni con il compito di riflettere sullo sviluppo di idee e concetti innovativi e di presentare una relazione che contribuisca a un dibattito interistituzionale generale sul futuro dell’unione doganale. Tra i componenti, il nostre ex Ministro delle Finanze Vincenzo Alfonso Visco. L’analisi sarà assorbita dalla Commissione europea per le proposte di modifica al sistema doganale UE che saranno presentate per la fine dell’anno.

Dopo mesi di lavoro, il Gruppo elabora la Relazione finale e ne emergono 10 raccomandazioni di riforma del sistema doganale unionale da attuare dal prossimo 2023 sino al 2030, volte a garantire che l’unione doganale dell’UE sia meglio preparata ad affrontare quelle che definisce “sfide imminenti, come l’aumento dei volumi commerciali e nuovi modelli commerciali, gli sviluppi tecnologici, la transizione verde, il contesto geopolitico in evoluzione e i rischi per la sicurezza”.

La Relazione richiede un urgente cambiamento strutturale del modo in cui le dogane europee sono organizzate e attrezzate.Misure, ad esempio, che garantiscano la raccolta di “dati di migliore qualità” dalle imprese e che forniscano loro un unico punto di accesso per le formalità doganali.
Il gruppo suggerisce di istituire un’Agenzia doganale europea per “complementare il ruolo della Commissione e sostenere il lavoro degli Stati membri” e un ruolo riformato e ampliato per l’operatore economico autorizzato – AEO.
La soglia di esenzione dai dazi doganali di 150 euro per il commercio elettronico dovrebbe essere abolita, sostiene il Gruppo, e dovrebbero essere introdotte nuove tariffe semplificate per le spedizioni di basso valore. La misura a più lunga realizzazione è quella che concerne il rafforzamento del commercio sostenibile tramite una Green Customs, dove troviamo la volontà di assicurare che i divieti e le restrizioni relativi alla sostenibilità siano adeguatamente attuati sui prodotti importati e siano attuate riforme ulteriori alla Nomenclatura del Sistema Armonizzato dell’OMD per consentire la corretta classificazione dei prodotti rispettosi dell’ambiente che l’UE vuole promuovere nel commercio internazionale.

© Foto Commissione UE

 

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