Una tregua tra UE e USA nella guerra dei dazi

Le premesse dell’incontro tra Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e Cecilia Malmström,  commissario europeo per il commercio, avuto ieri non erano delle migliori.

Trump, con già alle spalle l’attacco daziario sull’acciaio europeo per il 25% e sull’alluminio europeo per il 10%, minacciava l’esplosivo 25% di dazio sulle automobili europee importate negli Stati Uniti, che tradotto in termini concreti commerciali significa un aumento di prezzo dell’auto UE per il consumatore statunitense di in media ben $ 11.700, con una previsione di riduzione del 50% delle vendite.

Trump definiva Junker un “ brutale killer”, l’Europa un nemico e forniva il consiglio alla UE di eliminare i propri dazi in anticipo prima di iniziare i colloqui chiave con gli USA.

L’Europa, dopo la sua risposta con dazi su beni “made in USA” per $ 3,3 miliardi, è pronta con un’altra azione di ritorsione se gli Stati Uniti impongono dazi sulle auto europee:  dazi UE su $ 20 miliardi di prodotti americani, principalmente agricoli, macchine e alta tecnologia.

A fronte di tutto ciò, quanto è stato raggiunto appare già un ottimo risultato: il congelamento di ogni azione commerciale bellicosa futura nelle more dei negoziati aperti tra le due parti. Dunque per ora nessun dazio americano in capo alle autovetture europee.

Il blocco di nuove azioni daziarie è inserito nella volontà di aprire dei negoziati. Oggetto delle trattative saranno tra l’altro gli impegni espressi nell’incontro di ieri.

In concreto, la Ue si è espressa verso:

  • un aumento dell’import nel proprio territorio di beni americani come gas liquefatto e prodotti agricoli, tra cui la soia ora bloccata dagli alti dazi cinesi;
  • la riduzione  dei dazi europei sulle auto statunitensi, attualmente al 25%.

Gli Stati Uniti, dall’altra parte, dichiarano di impegnarsi:

  • a “riconsiderare” la precedente misura contro alluminio e acciaio UE;

Un’azione congiunta sarebbe rivolta alla riforma del WTO per affrontare al meglio le pratiche commerciali scorrette e per ridurre le barriere normative di ingresso delle merci oltre che abbassare reciprocamente le aliquote daziarie sui beni industriali ad esclusione delle auto.

Il tutto sotto auspici di elevati obiettivi finali: trovare un accordo che porti i due blocchi in un rapporto commerciale senza dazi, barriere e sussidi.

Auspicando che il fronte statunitense riesca questa volta ad applicare coerenza nelle sue azioni non replicando quanto accaduto con la Cina a maggio con l’aumento dei dazi sui prodotti cinesi a pochi giorni da negoziati in corso con il paese asiatico.

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